Pierfrancesco Pisani
Argot produzioni - Network Nuove Sensibilità
in collaborazione con
Infinito snc – Teatro Miela / Bonawentura (TS)
Teatro Libero San Martino (BO)
Libero Fortebraccio Teatro(BO)


KVETCH ( piagnistei )

di Steven Berkoff

con
Ivan Zerbinati
Laura Bussani
Simone Luglio
Federico Giani


regia
Tiziano Panici

scene e luci
Nicola Bruschi

musiche
David Matteucci


costumi
Anita Ferri ideazione


grafica
Angelo Sindoni

“tutti noi viviamo con la paura d’aver paura paura di fallire, paura di esporsi, paura di dire quello che si pensa questo spettacolo è dedicato a chi ha paura” Steven Berkoff

Il valore del coraggio si misura in un momento, nell’attimo di una scelta. Anche il valore di un uomo si misura su quel tempo. Questo è il segreto che Cristo sussurrò nelle orecchie dell’implacabile
Ponzio Pilato poco prima della sua condanna.
È il coraggio che permette alla verità di esistere. Non esistono uomini coraggiosi per tutta la durata della loro vita. Chi è convinto che esistano o che siano esistiti non è che un violento, sconsiderato criminale. Un codardo.
E voi sapete di esserlo?
Io sono un codardo. Questo è quello che penso.
È quello che pensava Steven Berkoff di sé stesso mentre scriveva questo testo.
E pensando a lui mi torna subito in mente la figura dello spietato console romano. Sono convinto che un grande attore come lui sarebbe straordinario nei panni di questo controverso personaggio sulla celluloide. Perché da quando ha iniziato il suo difficile percorso artistico come attore, autore e regista, scegliendo le strade più sinistre e pericolose, non ha mai smesso di combattere per affermare il suo pensiero con onestà. Ma cosa resta a un uomo quando viene meno il coraggio? Il rimpianto. È di questo che parla il testo. Lamentarsi con se stessi e con il prossimo. Piangere la sconfitta_ quella vera. Non esiste niente di più insopportabile. Piagnistei.
Una parola davvero orribile. Una parola che
segna le vite meschine dei personaggi di questo spettacolo, intrappolati in una realtà ripetitiva e alienante. Un’esistenza fatta di piccolezze e colpi bassi dentro cui la loro coscienza si dimena furiosa e dove i pensieri acquistano una solidità molto più concreta di una vita di menzogne.

Tiziano Panici
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